Skip Navigation

COVID-19: thyssenkrupp Home Solutions ti accompagna senza interruzioni nel rispetto delle numerose misure di sicurezza in vigore. Clicca qui per maggiori informazioni

5 previsioni sul futuro degli anziani italiani

anziani

Negli ultimi decenni la speranza di vita degli anziani, grazie ai progressi medico-scientifici, è molto aumentata. Ad oggi, inoltre, anche a causa del costante calo delle nascite, la popolazione italiana sta invecchiando sempre più rapidamente.

L'Italia è uno dei paesi con il più alto indice di vecchiaia al mondo e questo, alla lunga, avrà delle conseguenze sociali ed economiche (ma anche culturali) che non è possibile ignorare. Conoscere quali sono le previsioni per il prossimo futuro e che tipo di necessità avranno le persone anziane è quindi molto importante.

A questo proposito, due accademici del Dipartimento di Scienze Statistiche di Padova, Gianpiero Dalla Zuanna e Chiara Gargiulo, hanno pubblicato un interessante intervento sulla rivista «I luoghi della Cura» in cui, concentrandosi sugli anziani e i loro bisogni, sono stati analizzati i cinque principali cambiamenti socio-demografici che si realizzeranno nel prossimo ventennio.

5 previsioni sul futuro degli anziani

La pandemia da Covid-19 ha particolarmente colpito gli anziani. D’altronde, come messo in evidenza dal Ministero della Salute , degli oltre 14 milioni di individui in Italia che convivono con una patologia cronica, 8,4 milioni sono ultra 65enni: persone “doppiamente fragili per età e per patologie pregresse”. Anche chi è stato costretto a rimanere a casa per via delle disposizioni sanitarie, inoltre, ha molto sofferto gli effetti dell’isolamento sociale.

L’emergenza Coronavirus, però, potrebbe forse portare a una positiva accelerazione per quanto riguarda l’investimento (di tempo e risorse) nell’assistenza e nel benessere degli anziani.

I mutamenti e le evoluzioni strutturali del sistema socio-sanitario italiano richiedono infatti interventi decisi (ed efficaci) e per non rischiare di affrontare situazioni complesse senza avere gli strumenti adeguati, è utile muoversi sulla base dei dati, delle statistiche e delle informazioni di cui già adesso disponiamo.

Vediamo insieme 5 previsioni per il prossimo futuro!

Gli anziani aumenteranno

Secondo dati Istat , in Italia, all’inizio del 2019, per 100 giovani tra 0 e 14 anni c’erano 173 persone con 65 anni e più. Come hanno scritto Gianpiero Dalla Zuanna e Chiara Gargiulo:

“L’incremento del numero degli anziani in Italia è impressionante. Dall’inizio del secolo al 2017, gli ultrasettantenni sono passati da sette a dieci milioni e, secondo le previsioni dell’Istat, nel 2042 dovrebbero diventare quindici milioni”.

L’attesa di vita degli anziani, di conseguenza, registrerà un sensibile incremento: nel 2042 un 65enne vivrà, in media, altri 21 anni (oggi sono circa 19) e una 65enne quasi 25 anni (oggi sono circa 22).

Gli anziani rimarranno per più tempo coniugati

Vivendo di più, come spiegato sopra, gli anziani italiani si troveranno anche in una diversa condizione coniugale. Se già negli ultimi trent’anni è aumentata la proporzione di persone over 65 coniugate, nei prossimi vent’anni si avrà un’altra decisa accelerazione in questa direzione. Infatti, “l’incremento della sopravvivenza fa aumentare anche l’età alla vedovanza”.

Si pensi per esempio alle nozze d’oro. La probabilità di celebrare, per due coniugi di 30 anni (uomo) e 25 anni (donna), era del 24% nel 1982 e del 54% nel 2017. Con gli attuali andamenti demografici, invece, le coppie che celebreranno le nozze d’oro nel 2042 dovrebbero essere il 67%! In particolare, si registrerà un +68% di coniugati e addirittura un +102% di coniugate.

Avremo quindi anziani sempre meno soli in casa, anziani che, con la prospettiva di una vita più lunga, avranno l’opportunità di vivere insieme (quando sposati) per più tempo rispetto al recente passato.

Gli anziani continueranno a risiedere vicino ai figli

Per l’Istat, tra le persone di 75 anni (e oltre) circa il 50% vive a una distanza di non oltre un chilometro dal figlio più vicino, mentre a vivere direttamente insieme a quest’ultimo è circa il 20%. Meno del 10% degli anziani non ha figli e meno dell’1% ha figli lontani all’estero.

È bene sapere che, per quanto riguarda i figli, al diminuire del numero dei fratelli cresce la propensione a risiedere presso i propri genitori. Tradotto: il 57% dei figli unici vive a meno di un chilometro dai genitori ultraottantenni, mentre la stessa proporzione è solo del 40% fra chi ha due o più fratelli.

Queste caratteristiche, ormai riscontrate e verificate nel tempo, non subiranno grandi alterazioni da qui al 2042: è vero che gli anziani (in linea con una tendenza generale) avranno sempre meno figli e sempre più figli unici, tuttavia, il numero di anziani con almeno un figlio vicino di casa non dovrebbe diminuire rapidamente e si può ipotizzare che almeno il 60% degli over 70 potrà contare su un figlio nelle immediate vicinanze.

Tuttavia, come sottolineano i due accademici del Dipartimento di Scienze Statistiche di Padova, questa “apparente stabilità” non deve necessariamente tranquillizzare:

“L’onere di assistenza sulle spalle dei (pochi) figli certamente crescerà, poiché saranno sempre più rari i fratelli e le sorelle in grado di suddividersi l’onere di supportare un genitore, o entrambi i genitori anziani, nei periodi di difficoltà”.

Gli anziani saranno sempre più istruiti

Negli ultimi decenni il graduale, ma costante, incremento del livello di istruzione ha cambiato radicalmente il profilo degli over 65. Nei prossimi vent’anni, però, si assisterà a un altrettanto rapido aumento della popolazione con titolo di studio medio-superiore.

Torniamo a citare la ricerca pubblicata su «I luoghi della Cura»:

“In Italia, fra il 2020 e il 2040, gli ultrasettantenni senza titolo di studio o con la sola licenza elementare passeranno da 5 milioni e 300 mila a 1 milione e 800 mila, mentre i laureati e diplomati passeranno da 2 milioni 800 mila a 8 milioni, ossia più di metà degli anziani del 2040”.

Questa evoluzione porterà molte novità: gli anziani del futuro avranno un rapporto più articolato con la tecnologia e saranno in grado di orientarsi senza particolari problemi nella società moderna. Useranno di più (e meglio) gli strumenti digitali e informatici e potranno accedere con relativa facilità a tutta una serie di servizi (sanitari, sociali, finanziari per esempio) capaci di migliorare la qualità della loro vita.

Gli anziani avranno pochi problemi economici

Non è facile prevedere con esattezza quali saranno le risorse degli anziani nei prossimi vent’anni perché, come sempre accade, ci sono molte variabili da considerare. Tuttavia diversi indizi suggeriscono che, in media, “la condizione economica degli ultrasettantenni del 2040 dovrebbe essere migliore rispetto a quella dei loro coetanei del 2020, e che nei prossimi anni gli anziani poveri potrebbero diminuire ancora”.

Uno dei motivi che porta verso queste conclusioni, per riprendere un punto già trattato in precedenza, è il fatto che l’incremento degli anziani coniugati “aumenterà il numero di famiglie anziane con due percettori di pensione”. Un altro, invece, è il fatto che la proporzione di anziani proprietari dell’abitazione in cui vivono è già in questo momento molto alta (circa l’85% fra le fra persone con 70-79 anni) ed è probabile che aumenti ancora con il passare del tempo.

Gli anziani avranno dunque una buona disponibilità economica e potranno spendere, consumare e risparmiare in piena autonomia, godendosi la terza età.

Gli anziani hanno bisogno di soluzioni innovative

Gli over 65, alla luce di quanto scritto, dovranno avere l’opportunità di prendersi cura di se stessi, costruire forti relazioni sociali, trovare un equilibrio personale e quotidiano, coltivare le proprie passioni e dedicare tempo ed energie ad attività stimolanti che riescano a salvaguardare la salute mentale e fisica.

L’intero sistema sociale e sanitario, inoltre, andrà adeguato ai cambiamenti che si verificheranno attraverso innovazioni come la telemedicina. Occorrerà quindi ampliare e migliorare i servizi di assistenza sanitaria da remoto con interventi mirati sul territorio per ridurre le ospedalizzazioni e rendere più semplici la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie (soprattutto delle malattie croniche).

Uno degli step fondamentali, poi, sarà quello di puntare sulla piena accessibilità delle abitazioni private e sulla risoluzione dei problemi di mobilità limitata. Montascale, servoscale, montacarichi e mini ascensori interni o esterni, da questo punto di vista, potranno fornire un aiuto concreto agli anziani che, pur avendo difficoltà a muoversi, avranno intenzione di continuare a risiedere nella propria casa e vorranno una maggiore indipendenza tra le mura domestiche.

Già oggi, per fortuna, questi supporti tecnologici all’avanguardia sono disponibili sul mercato ed è possibile acquistarli a prezzi non elevati, scegliendo il modello che più si addice alle proprie esigenze e avvalendosi della consulenza di tecnici ed esperti qualificati.

I montascale a poltroncina, i montascale a piattaforma e le piattaforme elevatrici Thyssenkrupp Home Solutions, per esempio, beneficiano di agevolazioni e sgravi fiscali in quanto beni finalizzati all'abbattimento delle barriere architettoniche. Inoltre, possono essere acquistati usufruendo di offerte speciali molto vantaggiose, che includono nel prezzo finale anche il trasporto e il montaggio degli impianti.

L’invecchiamento della popolazione italiana, in definitiva, pone (e porrà) delle sfide che andranno affrontate con il massimo impegno e il massimo sforzo affinché gli anziani, pur perdendo gradualmente autonomia e autosufficienza, possano vivere serenamente e senza difficoltà.

→ Scopri le soluzioni Thyssenkrupp Home Solutions

Richiamami

Richiamami

Catalogo

Catalogo

Appuntamento

Appuntamento