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Ordinati contro disordinati, come convivere in una casa multigenerazionale

Sia il troppo ordine che il troppo disordine possono essere un problema. Le cause più comuni di litigio durante la convivenza spesso riguardano proprio l'ordine della casa, soprattutto quando si mettono insieme i due estremi: persone molto ordinate e persone più propense al caos. Ma mentre per i più giovani questo tema è soprattutto fonte di discussioni, per i più anziani può diventare un problema di sicurezza. La percentuale di persone che si considerano ordinate varia a seconda dell'età e del sesso. Nella fascia di età dei 50 anni, quelli che si definiscono "organizzati" costituiscono il 68,7%, e di questi, il 79,3% sono donne. Dai 26 ai 49 anni si scende al 52,3%, con le donne sempre in maggioranza con il 64,5%.

Se confrontiamo questi risultati con quelli della fascia d'età inferiore ai 25 anni, vediamo un’inversione di tendenza molto significativa: solo il 31% dei giovani si definisce “ordinato” e di questi il 55,6% sono donne. Questa differenza tra uomini e donne ha una spiegazione semplice, legata al cambiamento sociale nei tradizionali ruoli di genere, infatti in passato, nella maggioranza dei casi, erano le donne ad occuparsi dell’assistenza familiare e della cura della casa.

Gli studi sull'organizzazione delle famiglie mostrano dati interessanti, ad esempio le persone meglio organizzate tendono a disporre i libri in ordine alfabetico (65%) o per autore (73%), mentre il 78% delle persone “disorganizzate” suddividono i loro libri in base a motivi e categorie più emotive, come "i miei libri preferiti", "i libri che leggo con i miei figli", "i libri che mi vengono dati e che non mi piacciono", "libri da decorare" o "libri da leggere".

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Troverete di seguito alcuni consigli sulla convivenza tra ordinati e disordinati:

Creare una situazione vantaggiosa per tutti

Con una buona negoziazione, è possibile trovare una soluzione vantaggiosa per tutti. Nel marketing, questo tipo di strategia è conosciuta come tecnica "win-to-win", è una negoziazione che accontenta tutti, dove entrambe i soggetti traggono benefici e concedono qualcosa. Se si vuole che la convivenza tra soggetti diversi funzioni, è necessario trovare un compromesso. Chi è organizzato dovrà accettare un ordine meno rigoroso e allo stesso tempo chi è disordinato, dovrà sforzarsi di tenere più in ordine. Per ottenere un valido compromesso, è importante che la negoziazione si basi su empatia e rispetto, imporre i nostri criteri a un'altra persona, non ci aiuterà. Considerando poi che la convivenza con i nostri familiari sarà lunga, è importante che facciamo le cose per bene, in modo che i nostri cari rimangano “i nostri cari” anche dopo.

Definire le priorità e rispettarle

A livello sociale, l’essere ordinati è considerata una qualità, per questo motivo di solito, sono i disordinati quelli più inclini a raggiungere un compromesso o almeno a provare a cambiare le loro abitudini. Ma è anche vero che c’è differenza tra l’essere ordinati ed avere un’ossessione per l’ordine. Se ricadiamo in questa seconda tipologia di ordinati ossessivi, allora dobbiamo prima di tutto rilassarci, e non costringere tutti i membri della famiglia a vivere seguendo le nostre regole.

Concentratevi sulle cose importanti

Focalizziamo la nostra attenzione sugli spazi comuni. Non sarebbe infatti giusto imporre a tutti di utilizzare le nostre regole di ordine o disordine anche nelle loro stanze, né dobbiamo farci carico di riordinare e pulire le camere da letto degli altri, perché siano come vogliamo. Questo atteggiamento potrebbe sortire l’effetto contrario e far sì che gli altri trascurino ancora di più i loro doveri e si sentano meno coinvolti nelle responsabilità familiari. L'ideale sarebbe che tutti si occupassero della pulizia della propria stanza, magari fissando un giorno alla settimana in cui farlo. La zona giorno che tutti utilizzano, dovrebbe invece essere pulita ogni giorno in modo che tutti si sentano a proprio agio e si evitino incidenti o discussioni. Tutti devono dare il loro contributo, possono essere ad esempio organizzati dei turni e delle rotazioni sulle attività, così da non dover fare sempre la stessa cosa.

Tenete in considerazione chi è più vulnerabile.

In tutte le trattative devono essere discusse le esigenze delle persone con più difficoltà. E’più facile far accettare i cambiamenti a tutti i membri della famiglia se facciamo in modo che le nuove regole non siano imposte e siano frutto del buon senso. Ad esempio, se qualcuno in casa soffre di deficit cognitivo legato alla capacità di ricordare, la routine quotidiana dovrà essere rigorosa, in modo da aiutare la persona ad essere efficiente e a non dimenticare cose essenziali come l’assunzione di farmaci. Un altro esempio possono sono i problemi respiratori, che di solito aumentano con l'età e che attualmente rappresentano un rischio aggiuntivo, cosicché una casa con molta polvere o senza una buona ventilazione può peggiorare il problema. Anche inciampare a 80 anni può essere pericoloso. Dovremo quindi spiegare a tutte le persone che dividono gli stessi spazi, perché mantenere l’ordine sia così importante.

Pulizia e Ordine non sono la stessa cosa

L'ordine non deve essere confuso con la pulizia. Una credenza diffusa è che le persone disordinate puliscano meno, ma non è sempre così. Ci sono persone disordinate che non tollerano lo sporco o la polvere, così come un ordine rigoroso, non è necessariamente sinonimo di pulizia, anche se è sicuramente più facile pulire spazi con meno oggetti. Capita quindi di vedere case molto ordinate dove però gli oggetti sono ricoperti di polvere. Trovare un equilibrio tra ordine e pulizia è fondamentale per una convivenza tranquilla.

Sicurezza e tempo

Mantenere una casa pulita può essere essenziale per la sicurezza, poiché l'ordine esterno crea anche un certo ordine mentale. Ci aiuta ad esempio a trovare velocemente dove abbiamo messo le nostre medicine e a ricordare se le abbiamo prese, inoltre il tempo che impieghiamo per cercare oggetti dispersi, è tempo prezioso che possiamo sfruttare per fare cose più importanti.

Stabilire le regole della negoziazione

  • La persona che cucina non dovrà pulire.
  • Il bagno viene pulito due volte a settimana. Non si lasciano in giro oggetti come vestiti sporchi dopo la doccia, o cosmetici etc.
  • Il volume dei compiti sarà distribuito secondo le capacità delle persone, quindi chi è più giovane e in salute svolgerà più compiti.
  • Se ci sono delle attività distribuite in modo non equo dovranno essere modificate (per esempio la nonna si occupa sempre di tutto). Non importa se ormai siamo abituati a fare le cose in un certo modo, in famiglia si cerca di condividere anche le difficoltà e tutti, anche le nonne, hanno diritto a fare delle pause.
  • I corridoi e le aree di passaggio devono essere sgombre da ostacoli, per garantire anche ai più anziani di potersi muovere in piena sicurezza.
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